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sábado, 3 de março de 2012

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«Pessoa si svegliò, accese la luce del piccolo abatjour e cercò il suo orologio sul tavolino da notte. L'orologio segnava le tre, ma era fermo. Pessoa si rese conto che aveva perso la nozione del tempo. Pensò di suonare il campanello ma ci rinunciò perché proprio in quel momento sentì bussare alla porta.
Posso entrare, signor Pessoa?, chiese una voce.
Pessoa disse avanti e entrò un uomo. Reggeva un vassoio fra le mani, si soffermò sulla porta, ma Pessoa, senza gli occhiali e nella penombra della camera, non lo riconobbe.
Lei chi è?, domandò Pessoa.
Sono il suo amico Bernardo Soares, rispose l'uomo, ho saputo che era in ospedale e mi sono permesso di venirle a fare una visita.
Bernardo Soares si avvicinò al letto e posò il vassoio sul comodino. Le ho portato la cena, disse, l'ho presa nella trattoria dove ci incontravamo sempre, ho pensato che forse aveva voglia di fare una cena come ai bei tempi, mi sono permesso di scegliere io il menù.
In realtà non ho molta fame, rispose Pessoa, ma per farle piacere mangerò qualcosa, che cosa mi ha portato?
Si tiri su e le metterò il vassoio davanti, rispose Bernardo Soares, sono cibi tradizionali della nostra cucina, cose semplici e squisite.
Pessoa si tirò su, si sistemò intorno al collo un tovagliolo immacolato che Bernardo Soares gli porse a alzò i coperchi di metallo che ricoprivano i piatti.
Qui c'è un caldo verde, disse Bernardo Soares, la sua minestra preferita, sono certo che le piacerà, e qui c'è della trippa alla maniera di Oporto, gliel'ho portata perché una volta le è stata servita fredda, come un amore freddo, e lei lo ha scritto in una sua poesia, ma volevo che l'assaggiasse calda, guardi, è ancora fumante, è appena uscita dal fuoco.
Pessoa sorrise. Ho una crisi epatica, disse, e forse la trippa non è il piatto che fa per me, però per cortesia ne assaggerò un pochino, mi ricordo ancora quando me la servirono fredda, ma sa, caro Soares, in quel momento non ero io, al mio posto c'era Alvaro de Campos.
Pessoa finì di bere la sua minestra e assaggiò un callo di trippa. È squisita, disse, ma le prego, signor Soares, la mangi lei, sono certo che oggi non ha pranzato.
Effettivamente non ho pranzato, rispose Bernardo Soares, non mi potevo permettere il lusso di pagare due pasti,, ho pagato solo il suo, ragion per cui mangio volentieri.
Bernardo Soares mise il vassoio davanti a sé e mangiò con gusto la trippa. Questo mi fa venire nostalgia delle nostre serate in cui cenavamo insieme al ristorante «Pessoa», disse, sono certo che lei scelse quel ristorante perché aveva il suo nome, in realtà è un ristorante abbastanza modesto, dove le persone come lei non andrebbero mai.»

Antonio Tabucchi, Gli Ultimi ter giorni di Fernando Pessoa

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