Acerca de mim

A minha foto
Oeiras, Portugal
Aluno e Professor. Sempre aluno.

sexta-feira, 15 de janeiro de 2021

Ruído

 À superfície existe um ruído, nascido de um murmúrio, insistente. Com a sua continuidade, o murmúrio deu lugar a este ruído bruto, insone. Um ruído provocado pela insatisfação e pelo ressentimento. Durante a minha vida, procurei sempre combater o ressentimento e as suas origens, em virtude de tudo aquilo que por detrás dele se esconde.O ressentimento é a ferramenta de que a frustração se serve para se manifestar. Nem sempre estive desperto para a dimensão da poesia de Ricardo Reis, mas, com o tempo, fui-me apercebendo de que a paz que nele se observa, advinda da sua capacidade para se colocar à margem do ruído desnecessário, bem como da inexistência de expetativas, é um meio para se alcançar uma salvação de características particulares. Com efeito, a ausência de expetativas não é necessariamente a manifestação de um procedimento em perda permanente, mas, em grande medida, o espelho de uma compreensão particular do mundo que remete para a ideia de que a humanidade é o que é e que em relação a ela não devemos criar a ilusão de que se venha a manifestar num modo virtuoso. Eu sou um cristão desnaturado, daqueles que trazem consigo a marca mais elevada da experiência manifestada, através do exemplo de Cristo. O perdão é a chave para uma vida virtuosa, pois é o perdão que é capaz de fazer nascer em cada dia, através de um coração limpo do pó da estrada, a esperança redentora da fraternidade.

segunda-feira, 23 de dezembro de 2019

Nick Cave & The Bad Seeds - O Children (Live at The Fonda Theatre)

Il Padre che manca alla nostra società

QUALCUNO s' incomincia ad accorgere che è venuta meno la figura del padre e che questa lacuna di paternità è una delle cause non marginali della perdita d' identità e della nevrosi diffusa che affligge gli ultimi anni del secolo morente. Certo è proprio così, manca la figura del padre e insieme a lui mancano le figure dei nonni e degli zii che furono per molti aspetti determinanti nel-l' educazione delle passate generazioni. Ed è anche largamente affievolita la figura della madre anche se qui in Italia il mammismo rimane una delle caratteristiche peculiari della nostra società. Ma il mammismo è una cosa, la figura maternale un' altra; bisogna stare attenti a non confondere queste due tipologie profondamente diverse tra loro. Ma il vuoto strutturale della moderna società occidentale proviene dall' assenza del padre. In un certo senso l' affievolimento o addirittura la scomparsa di tutti gli altri ruoli parentali derivano da quella lacuna che sta al vertice della famiglia: se il padre non c' è più l' intera architettura familiare è destinata a crollare; se il padre ha dimissionato non ci saranno più neppure i figli, i fratelli, i cugini; mancano i punti di riferimento, la stessa salutare dialettica tra le generazioni viene meno e si trasforma in una mera lotta per il potere tra vecchi e giovani. La gerarchia familiare aveva il compito di trasmettere l' identità, la memoria storica e il sapere orale. Ebbene, questo mondo è affondato; ma poiché la natura non sopporta il vuoto, al posto del padre, della madre, dei fratelli, si è insediata la cultura del branco. Si credeva che l' indebolimento dei vincoli parentali fosse una conquista della modernità, affrancata una volta per tutte dai legami del sangue e della tribalità; si pensava che l' individuo, liberato dai ruoli e dalle usanze ripetitive della gerarchizzazione, recuperasse la sua responsabilità, la sua libertà e la pienezza della propria realizzazione. Ma queste acquisizioni si sono verificate soltanto in piccola parte. Nella maggioranza dei casi l' individuo, abbandonato alla sua solitudine, non ha trovato altro rimedio che quello di confondersi nel branco, cioè in un soggetto anonimo e indifferenziato, sorretto soltanto da motivazioni emozionali quali l' individuazione d' un branco nemico, la pratica anche esteriore di segnali distintivi, la volontà di potenza del gruppo, la scelta d' un capo cui delegare tutti i poteri di decisione. Il branco è un prodotto della modernità e al tempo stesso è lo sbocco più arcaico che mai si potesse immaginare. Esso contiene una socialità negativa e distruttiva, si basa sull' ideologia del più forte e su valori elementari di violenza, gregarismo, feticismo. Gli "ultrà" delle curve sud ne sono l' esemplificazione più frequente e più primitiva.
L' AFFIEVOLIMENTO e poi la scomparsa della figura paterna hanno molte cause; le più evidenti sono di natura economica ma non sono le sole e neppure le più essenziali. Alla base di questa vera e propria rivoluzione istituzionale c' è da un lato l' emancipazione della donna, dall' altro la perdita della trascendenza, due elementi fondanti della modernità e della laicizzazione. Da questo punto di vista la scomparsa del padre sarebbe un fatto positivo e non reversibile, almeno nelle sue forme arcaiche basate sul comando e sull' autorità esercitata per diritto divino. Eppure una società non può vivere senza modelli che le consentano di rispecchiarsi e di conservare memoria di sé. Il disagio che ha pervaso la società occidentale e in particolare quella della seconda metà di questo nostro secolo deriva appunto dall' assenza di rispecchiamento e di memoria. La stessa decadenza delle classi dirigenti ha la sua causa nel deperimento dei modelli paterni. Non a caso venivano chiamati "padri fondatori" coloro che stabilivano le regole della convivenza sociale e politica. Venuti meno quei modelli, la società ha perso la capacità di darsi regole condivise; si parla di continuo della loro necessità, ma nessuno è più in grado di produrle poiché a nessuno viene riconosciuta un' autorità fondativa che superi gli interessi settoriali e s' imponga in nome dell' interesse generale. Una società senza padri è dunque destinata a una continua e progressiva parcellizzazione che ne paralizza il funzionamento e rende impossibile la produzione di regole democraticamente accettate. Gli individui non sono in grado di uscire da questa disagiata condizione che, esaltando gli interessi settoriali e gli egoismi di gruppo, si allontana sempre di più dalla "auctoritas" produttrice di norme generali; ma il malessere cresce ed è comunemente avvertito. Sicché, proprio nella fase in cui la figura paterna ha ceduto il campo, risorge il bisogno di recuperare almeno alcune delle funzioni a essa affidate; anzitutto quella di indicare le regole basilari del comportamento, di amministrare la giustizia sulla base di quelle regole, di praticare la "caritas" e la "pietas", due attributi tipici della figura paterna e dell' autorità fondativa. Ma soprattutto la nostalgia del padre è motivata dal bisogno di sicurezza psicologica che egli diffonde. Senza di lui il mondo diventa insicuro per i figli orfani e non preparati a surrogarlo. E questa è diventata infatti la società di fine millennio malgrado le sue mirabili acquisizioni tecnologiche: un luogo insicuro, labile, inutilmente motorio, privo di credenze ma ingombro di superstizioni. * * * Ovviamente non si nasce padri; lo si diventa col vivere e attraverso il vivere. Lo si diventa quando si riesce a comprendere l' Altro superando le ristrettezze nelle quali l' Io inevitabilmente ci racchiude. I figli sono fisiologicamente i portatori dell' Io; i padri, quelli veri, superano quella costruzione difensiva e vivono per i figli, costruendo le condizioni del loro futuro. è superfluo avvertire che, in un tempo come il nostro che ha vissuto nell' emancipazione della donna la sua più grande rivoluzione, la funzione paternale non è legata al sesso. Ci sono state e sempre più ci saranno donne in grado come e più degli uomini di darsi carico dell' altrui. In realtà la donna si è sempre data carico dell' altrui molto più dell' uomo, ma questo avveniva nella sfera del privato. Proprio per il fatto di esser stata confinata in quella sfera da una società governata dagli uomini, il darsi carico da parte della donna difficilmente poteva uscire dall' ambito familiare con la conseguenza di una ipertrofia dei figli che canalizzava quasi interamente le risorse affettive delle madri. Questo limite tende ora non già a scomparire ma ad allargarsi. Le capacità affettive della donna costituiscono non a caso una delle risorse essenziali della carità volontaria che sta diventando uno dei fenomeni più rilevanti e più positivi della società moderna e del moderno umanesimo. Ecco perché la "auctoritas" paterna, con il suo corredo di giustizia, comprensione, regole condivise, carità e "pietas" non sarà appannaggio soltanto maschile in un mondo dove i limiti del sesso sono stati infine dissolti in una più ampia concezione della "humanitas". * * * Il nostro Parlamento dovrà eleggere tra sei mesi un nuovo presidente della Repubblica, la persona cioè che ha il compito di rappresentare la nazione. Nessuno ignora quanto questa carica sia ambita per i poteri che contiene e per l' immagine che conferisce. E nessuno ignora che attorno a essa si accenderanno contrasti e vivaci ambizioni. Il Parlamento tuttavia tenga presente che il presidente d' una repubblica dev' essere soprattutto e preliminarmente un "pater patriae". Si può discutere se debba provenire dalla sinistra o dalla destra, dalla cultura cattolica o da quella laica e se debba essere uomo o donna. Ma su un punto non si deve - non si dovrebbe - discutere: il Presidente deve incarnare quella figura paterna che rassicuri la comunità e la indirizzi a superare gli egoismi del presente in nome dell' altruismo del futuro. Il laico Benedetto Croce invocò, all' inizio dei lavori della Costituente, il "Veni Creator Spiritus". Quella stessa invocazione sia tenuta a mente dai nostri parlamentari quando sceglieranno la persona che dovrà rappresentare e traghettare il paese nel suo ingresso nel nuovo secolo.
di EUGENIO SCALFARI (La Repubblica, 28/12/1998)

segunda-feira, 30 de julho de 2018

Cigarettes After Sex

1

Não há mais céu
se ele não cai
humilde acaso
no seu lugar.
Não há melhor
nem som mais puro
que o natural
dos nossos olhos.
Não vale a pena
fazer brinquedos
se as nossas mãos
são de criança.

Pedro Tamen, Poema para todos os dias

segunda-feira, 28 de março de 2016

Saintseneca - Happy Alone (Live on KEXP)

20

«lembram-te roma as ruas da damaia;
há em carnide um sítio de verona;
é belo o lixo, à noite, junto ao tejo.
Abrimos as janelas e a cidade
avança pelo quarto, senta-se na cama,
oferece-nos pó, anjo ou demónio.
Serei eu, fantasia, outro pessoa, novo
amável montale desmontável? e tu
existirás de facto, na manhã mais fria?
Assim nos enganamos, nos engana
a verdade que em lume nos desata.»

António Franco Alexandre, Quatro Caprichos

segunda-feira, 14 de março de 2016

Pino Daniele - Quanno Chiove (Live)

O Actor (em memória de um Actor: Nicolau Breyner - 1940-2016)

O actor acende a boca. Depois os cabelos.
Finge as suas caras nas poças interiores.
O actor põe e tira a cabeça
de búfalo.
De veado.
De rinoceronte.
Põe flores nos cornos.
Ninguém ama tão desalmadamente
como o actor.
O actor acende os pés e as mãos.
Fala devagar.
Parece que se difunde aos bocados.
Bocado estrela.
Bocado janela para fora.
Outro bocado gruta para dentro.
O actor toma as coisas para deitar fogo
ao pequeno talento humano.
O actor estala como sal queimado.

O que rutila, o que arde destacadamente
na noite, é o actor, com
uma voz pura monotonamente batida
pela solidão universal.
O espantoso actor que tira e coloca
e retira
e precipita a verdade.
De um lado extrai a maçã com sua
divagação de maçã.
Fabrica peixes mergulhados na própria
labareda de peixes.
Porque o actor está como a maçã.
O actor é um peixe.

 Sorri assim o actor contra a face de Deus.
Ornamenta Deus com simplicidades silvestres.
O actor que subtrai Deus de Deus, e
dá velocidade aos lugares aéreos.
Porque o actor é uma astronave que atravessa
a distância de Deus.
Embrulha. Desvela.
O actor diz uma palavra inaudível.
Reduz a humidade e o calor da terra
à confusão dessa palavra.
Recita o livro. Amplifica o livro.
O actor acende o livro.
Levita pelos campos como a dura água do dia.
O actor é tremendo.
Ninguém ama tão rebarbativamente como o actor.
Como a unidade do actor.

O actor é um advérbio que ramificou
de um substantivo.
E o substantivo retorna e gira,
é o actor é um adjectivo.
É um nome que provém ultimamente
do Nome.
Nome que se murmura em si, e agita,
e enlouquece.
O actor é o grande Nome cheio de holofotes.
O nome que cega.
Que sangra.
Que é o sangue.
Assim o actor levanta o corpo,
enche o corpo com melodia.
Corpo que treme de melodia.
Ninguém ama tão corporalmente como o actor.
Como o corpo do actor.

Porque o talento é transformação.
O actor transforma a própria acção
da transformação.
Solidifica-se. Gaseifica-se. Complica-se.
O actor cresce no seu acto.
Faz crescer o acto.
O actor actifica-se.
É enorme o actor com sua ossada de base,
com suas tantas janelas,
as ruas -
o actor com a emotiva publicidade.
Ninguém ama tão publicamente como o actor.
Como o secreto actor.

Em estado de graça. Em compacto
estado de pureza.
O actor ama em acção de estrela.
Acção de mímica.
O actor é um tenebroso recolhimento
de onde brota a pantomina.
O actor vê aparecer a manhã sobre a cama.
Vê a cobre entre as pernas.
O actor vê fulminantemente
como é puro.
Ninguém ama o teatro essencial como o actor.
Como a essência do amor do actor.
O teatro geral.
O actor em estado geral de graça.

Herberto Helder

sexta-feira, 11 de março de 2016

Foxes In Fiction : 'School Night'

Descarga

«A destruição de imagens que representam algo é a destruição de uma hierarquia que já não se reconhece. Atenta-se contra as distâncias universalmente estabelecidas, que são visíveis para todos e válidas em toda a parte. A sua dureza era a expressão da sua permanência: existiam desde há muito tempo, pensa-se que desde sempre, verticais e inamovíveis, e era impossível alguém acercar-se delas com intuitos hostis. Agora, estão derrubadas e destroçadas. A descarga consumou-se nesse acto.»

Elias Canetti, Massa e Poder

quinta-feira, 10 de março de 2016

DIIV // Under The Sun (Official Single)

59

«Os olhos que se lhe abrem de manhã saem
Rapidamente para o telhado e para os sons
Que, imagino, escuta pela abertura das pupilas.
Os extremos da rua, onde nunca foi, dizem-lhe,
Todavia, que alguém passa para ela, Melissa,
Não para mim, para ela, com o som cadenciado
Dos sinos actuais, já modernos. E tropeço.
Moderno é um termo que me intriga, que briga
Comigo, que não se torna compreensível,
Nem no limiar dos sinos. Tomo-o por uma
Abstracção indecisa, um prazo que trai um
Evento futuro sem, contudo, o espelhar. Em suma,
Pouco se distingue das extremidades da rua
Onde nunca foi. É uma palavra irresponsável,
Sem resposta para o antes, o decurso e o depois.
E, quando assim concluo, Melissa é moderna,
Actualiza, obriga-me a descer à rua inquirir
De visu o que, desde então, se alterou.

Maria Gabriela Llansol, O Começo de Um Livro É Precioso

quarta-feira, 9 de março de 2016

IPHIGÉNIE EN TAURIDE: Gluck, Anna Caterina Antonacci

Tragédia

«... independentemente da beleza poética que a língua grega confere a tantas frases atribuídas a Jesus, pode dizer-se igualmente (e Wilde também viu isso) que a própria vida de Jesus é em si mesma "o mais maravilhoso dos poemas", superior a tudo o que nos legou a tragédia grega (continuo a citar Oscar Wilde). O poema trágico da vida de Jesus (expressão por meio da qual o autor de De Profundis pretendeu designar os quatro evangelhos) torna obsoleta a noção aristotélica de que o sofrimento de um inocente constitui uma situação à partida isenta de tragicidade. É que, para os Gregos, tragédia implicava uma quota-parte de responsabilidade própria, da parte de quem sofre, no sentimento sofrido. O poema da vida de Jesus sugere, ao contrário da tragédia grega, que nada há de mais trágico do que o sofrimento de um inocente. Ideia com que, ainda hoje, todos nós enquanto leitores de notícias internacionais somos forçados a concordar.»

Frederico Lourenço, O Livro Aberto: Leituras da Bíblia

terça-feira, 8 de março de 2016

The Carpenters -We've Only Just Begun

I, 31

«Que pede um poeta a Apolo, a quem um templo
foi dedicado? Que suplica, derramando da pátera
     um líquido novo? Nem as férteis colheitas
        da fértil Sardenha,

nem o amável gado da ardente Calábria,
nem o ouro e o marfim da Índia, nem as terras
     que o silente curso do Líris remordeja
        com sua tranquila água.

Que a vinha seja com calena foice podada
pelos contemplados da fortuna, que em copos de ouro
     o opulento mercador de um trago beba
        os vinhos trocados por sírias mercadorias,

homem grato aos próprios deuses, pois todos os anos revê
impune três ou quatro vezes o mar atlântico;
     quanto a mim, alimentam-me as azeitonas,
        a chicória e as leves malvas.

Filho de Latona, faz com que saudável desfrute
daquilo que tenho, e que, rogo-te, de mente sã
     leve uma velhice nem desagradável,
        nem privada da cítara.

Horácio, Odes, I, 31

The Carpenters "Close To You" cover by Thee Acquainted

Caos

«A vida ali era tão rigorosamente regulada e determinada que poderia ser compreendida geométrica e biologicamente. Era difícil acreditar que aquilo pudesse estar relacionado com as condições de vida intensas, selvagens e caóticas de outras espécies, por exemplo, com as concentrações excessivas de girinos ou de alevins ou de larvas de insectos, onde a vida parecia surgir de um poço inesgotável. Mas assim era. O caos e a imprevisibilidade são características essenciais da vida e do seu fim, não sendo possível a primeira sem o segundo, e embora empreendamos quase todos os nossos esforços para tentar evitar o fim, não é necessário mais do que um breve momento de desespero para que vivamos à sua luz, e não à sua sombra, como agora.. O caos é uma espécie de força de gravidade, e o ritmo que conseguimos perceber na História, da ascensão e queda de civilizações, talvez seja devido a isso. É admirável que os extremos se pareçam, pelo menos num certo sentido, pois, tanto no caos absoluto como num mundo rigorosamente regulado e determinado, o indivíduo não é nada, a vida é tudo. Do mesmo modo que ao coração não interessa por que vida palpita, a cidade não se importa com quem cumpre as suas várias funções. Daqui a cento e cinquenta anos, quando toda a gente que hoje se movimenta pela cidade tiver morrido, o tumulto da actividade humana ainda se fará sentir obedecendo aos mesmos velhos padrões. A única coisa nova serão as caras das pessoas, embora não assim tão nova, porque se parecerão connosco.
Atirei a beata do cigarro para o chão e bebi o último gole de café, já frio.
O que eu via era a vida, aquilo em que pensava era na morte.»

Karl Ove Knausgard, A Minha Luta:1, A Morte do Pai

Renato Zero - Chiedi - Official Videoclip (Album Alt - 2016)

segunda-feira, 7 de março de 2016

Curiosidade (pubertária)

«Por um lado tínhamos medo de um verdadeiro ataque aéreo ou à bomba ou de terror à nossa cidade, que até a esse meio-dia de Outubro fora inteiramente poupada, mas, por outro, nós todos (educandos) desejávamos efectivamente, em segredo, ser confrontados com um desses ataques aéreos ou à bomba ou de terror como uma verdadeira vivência, não tivéramos ainda a nossa vivência de um terrível acontecimento dessa natureza, e a verdade é que nós, por curiosidade (pubertária), sentíamos um enorme desejo de que, depois das centenas de cidades alemãs e austríacas que já tinham sido bombardeadas e em grande parte ou mesmo completamente destruídas, como nós sabíamos e o que não só não nos ocultavam, como também todos os dias nos era forçosamente dado a conhecer através de toda a espécie de relatos pessoais ou do que os jornais publicavam com todo o seu horror de autenticidade, também a nossa cidade fosse bombardeada, o que realmente veio a acontecer, creio que no dia dezassete de Outubro.»
Thomas Bernhard, Autobiografia

sexta-feira, 4 de março de 2016

Avishai Cohen - "Dreaming" Live at Nancy Jazz Pulsations 2015

Há coisas de que se evita falar


Não é cómodo falar daquilo que verdadeiramente importa quando se fala de democracia, de liberdade, de justiça, de escola. Por esse motivo, carregamos de verniz as conversas que vamos mantendo, evitando melindrar os outros, pois é comum, por mais liberais que as pessoas se apresentem, ao verem-se confrontadas com uma ideia que está do lado de fora das suas crenças, recuarem e fecharem-se no seu cantinho de segurança. A ideia de segurança contém em gérmen a de hipocrisia, o facto de se fazer tudo para manter uma aparência de ordem onde não existe a possibilidade de essa ordem existir. O que existe é uma hipocrisia instalada.
Os ricos, por exemplo, têm razões para serem hipócritas e pretenderem defender uma ordem particular. Eles são ricos, não pretendem que se verifiquem alterações no seu modo de estar no mundo e na vida. O problema são os pobres. A pobreza não tem que implicar uma hipoteca da dignidade. No entanto, muitos pobres receiam a mudança, parecendo crer que têm mais para viver do que a própria miserável vida que levam. 

quinta-feira, 3 de março de 2016

The Passions - I'm in love with a German film star (live version)

Trovoada

«Lembro-me dessa nuvem, e de rezar ao pé da minha avó, à luz da cera benta, luz parada, que parecia morta, diante dum crucifixo de marfim. Avisto ainda as fosforescências,rubras e azuladas,nos vidros das janelas, seguidas dum estrondo medonho de aéreos desabamentos. A voz do céu faz tremer o mundo. Até a nossa tristeza o impressiona e transfigura. O sonho domina a realidade. Que é a nebulosa, senão um sonho de Deus? A própria História tem uma origem sonâmbula. Os seus primeiros factos são fabulosos, porque foram gerados durante os sonhos dos heróis. A Mitologia é a mesma História, no seu princípio, desenvolvida ainda em pleno sono ou esquecimento. Quem se recorda de haver nascido? Que homem ou povo se recorda? Este esquecimento indefine o começo da nossa existência, quimérico e ilusório, como o seu fim. O berço e o túmulo não são para os olhos de quem neles está deitado.»

Teixeira de Pascoaes, São Jerónimo e a Trovoada